< Razionalità

Come siamo influenzati dai nostri bias cognitivi durante l'epidemia di COVID-19?

Testo aggiornato al 2020-07-19


Di fronte alla quantità di informazioni disponibili nell'ambiente, gli esseri umani ricorrono spesso a dei processi mentali intuitivi, chiamati "euristiche", che consentono di elaborare le informazioni e di prendere decisioni in modo rapido ed economico. Queste euristiche possono essere molto efficaci o, al contrario, possono portare ad errori sistematici noti come "bias cognitivi". Impariamo a conoscerli per liberarcene nel momento di prendere una decisione!

Alcuni bias cognitivi possono aver influenzato il nostro comportamento facendoci minimizzare la crisi legata al COVID-19. Oggi non abbiamo ancora le conoscenza necessarie per valutare l'impatto dei bias cognitivi nella percezione e nella gestione della crisi e sarebbe molto difficile da un punto di vista metodologico attribuire una specifica azione (ad esempio, la mancata chiusura delle scuole) ad un determinato bias (ad esempio, l'ottimismo di un qualche politico o dirigente). Tuttavia, è stato dimostrato attraverso molti esperimenti di psicologia sperimentale e neuroscienze che alcuni bias sono particolarmente rilevanti per spiegare il comportamento umano. Ecco una selezione, per forza di cose arbitraria e non esaustiva, dei bias cognitivi che hanno sicuramente influenzato la nostra percezione e le decisioni prese durante la crisi.

  1. 1. Bias dell'ottimismo. Tendiamo ad essere irrazionalmente ottimisti, e questo ci porta a:

Inoltre, quando apprendiiamo nuove informazioni, le integriamo più facilmente se ci sono favorevoli che se sono contro di noi. Ad esempio, se un individuo stima inizialmente che la sua probabilità di sviluppare un cancro è del 40% e gli viene detto che questa invece è "solo" del 30%, l'individuo tenderà a integrare questa nuova informazione più facilmente che se gli viene detto che la probabilità era del 50%.

Questo pregiudizio può in parte spiegare perché paesi dell'Europa e del Nord America, e altri, non si sono immediatamente preoccupati per l'epidemia che si diffondeva in Cina, in un momento storico in cui il flusso umano è considerevole in tutto il mondo.

2. Bias di conferma: porta ad essere più sensibili agli elementi che confermano le nostre convinzioni o ipotesi, e a prestare meno attenzione a ciò che le smentisce.

Ad esempio, se una persona pensa che indossare una mascherina non aiuti nella lotta contro la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2, tenderà ad essere colpita preferenzialmente dai fatti a sostegno della sua idea e a non considerare i fatti che invece dimostrano il contrario. Di conseguenza, potrebbe concentrarsi sul fatto che ci sono stati tanti morti in un paese in cui l'uso della mascherina è obbligatorio piuttosto che sui morti in un altro paese, in cui non c'è l'obbligo della mascherina, senza tenere conto di altri potenziali fattori esplicativi come la densità della popolazione, le abitudini culturali, l'età della popolazione o le malattie pregresse.

3. Bias della disponibilità: le nostre stime della probabilità di un evento sono influenzate dalla facilità con cui ci viene in mente il suo potenziale verificarsi. Se questo accade facilmente, stimiamo l'evento come probabile. Questo fenomeno può portare, ad esempio, a sopravvalutare la frequenza dei crimini rappresentati nei media, con una paura esagerata come conseguenza. Può anche portarci, al contrario, a sottovalutare la diffusione di una malattia se non conosciamo persone malate nel nostro ambiente, e portarci a non rispettare le regole di sicurezza.

Sottovalutare il rischio da parte delle persone che non hanno conosciuto dei malati gravi è particolarmente attuale durante la pandemia di COVID-19. Gli individui a basso rischio, i "giovani e invincibili", spesso sottovalutano il loro contributo al rischio di trasmissione della malattia e l'impatto i questa sulla popolazione perché non ci sono casi gravi nel loro ambiente.

Un'altro comportamento specifico di un'epidemia consiste nel sottovalutare la crescita esponenziale del numero di persone colpite dal COVID-19 quando il numero di riproduzione Rt è superiore a 1. Quando un individuo contagia più persone, che possono a loro volta contagiare più persone, il numero di casi aumenta in modo esponenziale. Sia che le informazioni disponibili siano numeriche o grafiche, tendiamo a sottovalutare i tassi di crescita esponenziale.


facebook twitter linkedin

Fonti

Esperti di diritto, psicologia ed economia esplorano il potere dell'euristica "rapida e frugale" in materia di legge e diritto.

Gigerenzer, G. In G. Gigerenzer & С. Engel (Eds.), Heuristics and the law (pp. 17-44). Cambridge, MA: MIT Press© 2006.

I pregiudizi nelle valutazioni rivelano certe euristiche del modo di pensare in situazioni di incertezza.

Tversky, A., & Kahneman, D. (1974). Judgment under Uncertainty: Heuristics and Biases. Science, 185(4157), 1124-1131. Retrieved June 22, 2020.

Introduzione al bias dell'ottimismo.

Jefferson, A., Bortolotti, L., & Kuzmanovic, B. (2017). What is unrealistic optimism?. Consciousness and Cognition, 50, 3-11.

Questo studio analizza il fatto che potremmo sopravvalutare le nostre vincite a un gioco aleatorio basato sulla nostra storia passata.

Langer, E. J., & Roth, J. (1975). Heads I win, tails it's chance: The illusion of control as a function of the sequence of outcomes in a purely chance task. Journal of Personality and Social Psychology, 32(6), 951–955.

Le persone si auto-valutano più positivamente della maggior parte delle altre persone: è l'effetto "sono sopra la media".

Brown, J. D. (2012). Understanding the better than average effect: Motives (still) matter. Personality and Social Psychology Bulletin, 38(2), 209-219.

Descrizione del bias dell'ottimismo.

Weinstein, N. D. (1980). Unrealistic optimism about future life events. Journal of personality and social psychology, 39(5), 806.

Questo studio dimostra che aggiorniamo le nostre convinzioni più in risposta ad informazioni positive che ad informazioni negative per noi. Le persone più ottimiste mostrano una mancanza di aggiornamento selettivo e una diminuzione della codifica neurale di informazioni indesiderate sul futuro.

Sharot, T., Korn, C. W., & Dolan, R. J. (2011). How unrealistic optimism is maintained in the face of reality. Nature neuroscience, 14(11), 1475–1479.

In uno studio, ai partecipanti è stato chiesto di stimare la frequenza con cui una data lettera si trova nella prima o nella terza posizione di una parola in lingua inglese. I soggetti tendevano a considerare la prima posizione come più frequente per la maggior parte delle lettere presentate, mentre tutte erano in realtà più frequenti nella terza posizione. Ciò è dovuto al fatto che i tipi di parole che vengono in mente più facilmente sono quelli che iniziano con la lettera di interesse: sono quindi considerati più frequenti.

Tversky, A., & Kahneman, D. (1973). Availability: A heuristic for judging frequency and probability. Cognitive psychology, 5(2), 207-232.

L'esperimento della lenticchia d'acqua nello stagno rivela il fatto che sottovalutiamo la crescita esponenziale.

Wagenaar, W. A., & Timmers, H. (1979). The pond-and-duckweed problem : three experiments on the misperception of exponential growth. Acta psychologica, 43(3), 239-251.

Questo studio dimostra che tendiamo ad essere preferibilmente sensibili ai fatti che sono coerenti con le nostre convinzioni e a non considerare i fatti che dimostrano il contrario di ciò che crediamo.

Beattie, J., & Baron, J. (1988). Confirmation and matching biases in hypothesis testing. The Quarterly Journal of Experimental Psychology, 40(2), 269-297.

Per saperne di più

Come districarsi tra il vero e il falso sulla pandemia di COVID-19 nei media?