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Come districarsi tra il vero e il falso sulla pandemia di COVID-19 nei media?

Testo aggiornato al 20-05-2020


La nostra opinione può essere facilmente influenzata da informazioni che causano emozioni. Prima di farsi prendere dalle emozioni, è importante verificare l'attendibilità delle informazioni. Ecco alcuni modi per mettere in discussione e verificare le fonti delle informazioni che ci arrivano, dipende da noi!

Ecco alcuni consigli per sviluppare il proprio senso critico:

  1. Il fatto che un'informazione sia comunicata non ne garantisce la qualità: solo perché sentiamo parlare di un fatto più e più volte non significa che sia vero e convalidato dalla comunità medico-scientifica. I media tendono a comunicare studi provocatori che non rappresentano l'opinione più diffusa nella comunità scientifica o che non vengono pubblicati sulle riviste principali.
  2. Risalire alla fonte dei dati ponendosi le domande chiave:

o Lo studio è pubblicato su una delle principali riviste scientifiche o mediche?

I dati scientifici sono pubblicati su riviste scientifiche e mediche specializzate, internazionali e che adottano un sistema di "valutazione tra pari". I dati prodotti sono sottoposti a peer review da parte di altri ricercatori esperti del settore, che hanno il compito di verificare il rigore degli esperimenti e le loro interpretazioni. Alcune delle riviste più rispettate sono: Nature, Science, Cell, Journal of Virology, Immunity, Lancet, New England Journal of Medicine, Journal of Experimental Medicine, PLoS Biology, ecc.

È ovviamente difficile, senza conoscenze scientifiche, capire questi articoli spesso pubblicati in inglese. Fortunatamente, i riassunti degli articoli sono molto spesso trasmessi, in francese, dalle principali organizzazioni di ricerca e sanitarie (ARS, INSERM, CNRS, ecc.) e dalle università francesi. Lo stesso spesso accade in altre lingue come l'italiano. Potete anche utilizzare un traduttore automatico per farvi un'idea del contenuto degli articoli pubblicati in una lingua che non capite.

o Le argomentazioni sono supportate dai fatti e presentate in modo logico? Un'argomentazione sostenuta da uno studio scientifico ha più peso di una credenza o convinzione.

o Da quanti casi/pazienti lo studio trae le sue conclusioni? Le conclusioni di uno studio su 1000 pazienti saranno più solide e rappresentative rispetto a quelle di uno studio su 50 pazienti.

o Gli autori hanno un conflitto di interessi, dichiarato o nascosto? Come è stata finanziata la ricerca? Numerosi studi dimostrano che la fonte di finanziamento distorce i risultati degli studi scientifici (protocolli stabiliti a monte per dimostrare ciò che è desiderato dal finanziatore, giri di parole nella presentazione dei risultati, ecc.)

oI risultati possono essere interpretati in modo diverso? Gli autori hanno considerato tutti i fattori per giungere alla conclusione? Molti fattori influenzano lo studio di un'epidemia: il comportamento degli individui (uso dell mascherina, distanziamento...); la distribuzione di età, sesso e fattori di comorbidità nella popolazione; la dimensione e la densità della popolazione; le politica di screening e di isolamento dei casi; le tempistiche dei focolai; l'organizzazione del sistema sanitario... Attenzione a non fare frettolosi paragoni tra diversi paesi o regioni.

o I risultati dello studio sono stati convalidati da altri gruppi di ricerca, indipendenti e che utilizzano una metodologia diversa? Dati che rimangono coerenti utilizzando metodologie mdiverse sono più solidi. Dati convalidati da enti diversi e paesi diversi, piuttosto che forniti da un unico personaggio mediatico, hanno maggiori probabilità di essere validi.

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  1. Valutare l'affidabilità di blog, siti web, interventi mediatici.** Che si tratti di Internet, dei social network o dei media classici, molti autori analizzano una questione medico-scientifica e ne traggono conclusioni. Questi autori sono professionisti della ricerca (appartenenti ad un istituto di ricerca, o un'università)? In caso contrario, quali sono le qualifiche che li rendono degli esperti? Gli autori hanno un interesse personale a fornire determinate informazioni o a sostenere una particolare opinione? Le informazioni sono sostenute da riferimenti diretti ad articoli scientifici o basate su delle credenze personali? Gli autori presentano anche controargomenti o i diversi punti di vista? Riconoscono le aree grigie?

Utilizzare siti ufficiali come l'OMS, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (ECDC), il  Center for Disease Control and Prevention (CDC), la Johns Hopkins University. Altri siti web, approvati da riviste scientifiche o università, sintetizzano dati scientifici su una questione: Our World in Data, SciLine, EurekAlert, l'"articolo vivente" scritto ogni settimana dalla KU Leuven o analisi di attualità da parte di ricercatori e accademici come The Conversation.


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Fonti

Uno studio analizza come le opinioni minoritarie nella comunità scientifica siano più ampiamente rappresentate nei media.

Petersen, A.M., Vincent, E.M. & Westerling, A.L. Discrepancy in scientific authority and media visibility of climate change scientists and contrarians. Nat Commun 10, 3502 (2019).

La paura è un'emozione essenziale per la sopravvivenza, ma non sempre è costruttiva. Mentre la paura induce le persone a ridurre le interazioni sociali e a mettere in pratica dei comportamenti di precauzione igienica, la paura eccessiva può portare a conseguenze negative per la salute mentale, scatenando fobie o disturbi ossessivo-compulsivi. Per ognuno di noi è importante essere informato ma anche proteggersi per non esporsi troppo ai media e per evitare di essere continuamente informato o di notte quando è salutare dormire. Questo studio modella il ruolo dei media sulla paura associata alla diffusione della pandemiaCOVID-19.

Kumar, S., Sharma, B., & Singh, V. (2020). Modelling the role of media induced fear conditioning in mitigating post-lockdown COVID-19 pandemic: perspectives on India. arXiv preprint arXiv:2004.13777.

Questo articolo illustra, in un contesto diverso, la manipolazione di risultati di ricerca da parte delle industrie del tabacco.

Bero L. A. (2005). Tobacco industry manipulation of research. Public health reports (Washington, D.C. : 1974), 120(2), 200–208.

Questo articolo descrive le manipolazioni messe in atto dall'industria per non interrompere l'uso di pesticidi cancerogeni.

Burtscher-Schaden, H., Burtscher-Schaden, P., & Robinson, C. (2017). Glyphosate and cancer: Buying science. GLOBAL 2000 Friends of the Earth Austria Neustiftgasse 36, 1070 Vienna, Austria.

Link per l'OMS (WHO)

(inglese)

CDC: Centers for Disease Control and Prevention

(inglese)

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