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Cos'è la cross-reattività? Può proteggermi dal COVID-19?

Testo aggiornato al 2020-06-16


Cross-reattività in immunologia si riferisce al fatto che un'infezione con un solo agente patogeno può talvolta conferire una protezione immunitaria contro un agente patogeno simile. Nel caso deI COVID-19, ancora non si sa se la cross-reattività possa proteggere efficacemente contro l'infezione da coronavirus SARS-CoV-2 e se possa ridurre l'intensità dell'epidemia.

Per cross-reattività si intende la protezione contro un agente patogeno dovuta all'immunità acquisita da una precedente esposizione ad un agente patogeno correlato o ai suoi antigeni. Questa protezione riduce la gravità della malattia causata dall'agente patogeno, senza necessariamente prevenire l'infezione.

La prima descrizione della cross-reattività risale al XVIII secolo, quando Jenner osservò che le persone che avevano contratto il vaiolo bovino erano protette dal vaiolo umano, osservazione alla base del concetto di vaccino. Oltre ai vaccini, anche le infezioni naturali possono fornire una protezione contro altri agenti patogeni. Ad esempio, durante la pandemia di H1N1 nel 2009, gli anziani avevano meno probabilità di sviluppare la malattia rispetto ai bambini e agli adulti più giovani, probabilmente perché avevano già incontrato dei virus simili all'H1N1 diversi decenni prima.

Nel caso del COVID-19, la cross-reattività contro il SARS-CoV-2 potrebbe essere dovuta dall'esposizione passata ad altri coronavirus. Il coronavirus SARS-CoV-2 è molto simile al virus SARS-CoV-1, responsabile dell'epidemia di SARS del 2003, e ai virus HCoV-OC43 e HCoV-HKU1, due comuni agenti del raffreddore stagionale. È stato dimostrato che la risposta immunitaria innescata dall'HCoV-OC43 può riconoscere la SARS-CoV-1. Dei campioni di sangue raccolti prima dell'epidemia di COVID-19 sono reattivi contro il SARS-CoV-2. Inoltre, gli anticorpi trovati in un paziente precedentemente infetto da SARS-CoV-1 reagiscono con il SARS-CoV-2 e lo neutralizzano. Prese nel loro insieme, queste osservazioni indicano che alcuni individui infettati da altri coronavirus hanno sviluppato una risposta immunitaria che riconosce e neutralizza il virus SARS-CoV-2.

Non si sa ancora se la cross-reattività sarà efficace nella protezione contro il COVID-19 e, in caso lo sia, per quanto tempo. Se la cross-reattività dovesse proteggere una gran parte della popolazione, le dinamiche a lungo termine del COVID-19 potrebbero esserne influenzate. Inoltre, la protezione associata alla cross-reattività contro l'infezione da SARS-CoV-2 potrebbe variare nelle diverse popolazioni, ad esempio secondo la demografia, la posizione geografica, l'esposizione precedente ad altri coronavirus e il livello di esposizione al SARS-CoV-2. Come si è osservato negli ultimi mesi, alcune comunità non sono efficacemente protette poiché un'alta percentuale di persone in una zona è stata infettata dal SARS-CoV-2. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio l'effetto della cross-reattività sulle dinamiche dell'epidemia di COVID-19.


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Fonti

Osservazioni originali di Edward Jenner sulla protezione dal vaiolo conferita da una precedente infezione da vaiolo bovino.

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Analisi dell'immunità preesistente al virus dell'influenza H1N1 nel 2009.

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Analisi dei determinanti antigenici del virus dell'influenza aviaria H1N1 del 2009 e di altri virus stagionali H1N1.

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Analisi della risposta immunitaria contro il SARS-CoV-2 in 10 pazienti non ricoverati e guariti dal COVID-19 e in 11 individui sani e non esposti. Delle cellule immunitarie che riconoscono il SARS-CoV-2 sono state trovate in tutti gli ex-pazienti con COVID-19 e in 4 individui sani e non esposti.

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Identificazione degli anticorpi che riconoscono e neutralizzano il coronavirus SARS-CoV-2 in un paziente precedentemente infettato dal virus SARS-CoV-1

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