< Trasmissione

Per quanto tempo una persona resta contagiosa?

Testo aggiornato al 2020-05-31


Non si sa con certezza per quanto tempo una persona resti contagiosa. Una stima ottimistica è che le persone infette rimangano contagiose per circa 10 giorni, da 2-3 giorni prima dell'insorgenza dei sintomi e per 8 giorni da questa. Tuttavia, il virus è stato trovato nella saliva anche 4-5 settimane dopo l'inizio dei sintomi. Ciò suggerisce che indossare la mascherina è importante anche 2-4 settimane dopo l'inizio dei sintomi.

Le persone infette diventano contagiose abbastanza rapidamente: due o tre giorni prima di sviluppare i primi sintomi della malattia, con un picco di "contagiosità" tra 2 giorni prima e 1 giorno dopo l'insorgenza dei sintomi. Questo spiegherebbe l'alta percentuale di contagio da persone presintomatiche (che non hanno ancora sviluppato sintomi) - fino al 60% in alcune parti della Cina!

In seguito, il coronavirus SARS-CoV-2 rimane rilevabile in piccole quantità nella saliva di alcuni pazienti fino a diverse settimane dopo l'insorgenza della malattia. Questo vale anche per i pazienti considerati guariti, che non hanno più sintomi e per i quali una radiografia ai polmoni risulta normale. Tuttavia, la presenza di virus non implica necessariamente che i pazienti siano contagiosi. Infatti, dei virologi tedeschi hanno osservato che da otto giorni dopo l'insorgenza dei sintomi, le particelle virali dei pazienti non sono più in grado di infettare le cellule in coltura, suggerendo che il virus non sia più necessariamente infettivo.


facebook twitter linkedin

Fonti

Questo articolo confronta l'intervallo tra l'insorgenza dei sintomi in 77 coppie di persone, una contagiata dall'altra (questo tempo è detto intervallo seriale, qui stimato in 5-6 giorni), con il tempo medio di incubazione della malattia. Gli autori deducono che gli individui portatori del virus della SARS-CoV-2 sono contagiosi già da 2 o 3 giorni prima dell'insorgenza dei primi sintomi e che il picco di contagiosità è compreso tra 2 giorni prima e 1 giorno dopo l'insorgenza dei sintomi.

He, X., Lau, E. H., Wu, P., Deng, X., Wang, J., Hao, X., ... & Mo, X. (2020). Temporal dynamics in viral shedding and transmissibility of COVID-19. Nature medicine, 1-4.

Questo articolo, basato su 100 pazienti COVID-19 e 2761 persone entrate in stretto contatto con loro, mostra che il rischio di trasmettere il virus è più alto nei 5 giorni successivi all'insorgenza dei sintomi e nei giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi.

Cheng, H. Y., Jian, S. W., Liu, D. P., Ng, T. C., Huang, W. T., & Lin, H. H. (2020). Contact tracing assessment of COVID-19 transmission dynamics in Taiwan and risk at different exposure periods before and after symptom onset. JAMA Internal Medicine.

Questo breve rapporto riguarda 41 pazienti cinesi che hanno sviluppato forme gravi di COVID-19. I test PCR hanno rivelato la presenza di coronavirus in campioni prelevati dalla gola per un minimo di 18 giorni e fino a 48 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi. Nella metà dei casi, il virus era presente per 31 giorni o più.

Zhou, B., She, J., Wang, Y., & Ma, X. (2020). The duration of viral shedding of discharged patients with severe COVID-19. Clinical Infectious Diseases.

In questo studio su 56 pazienti di Wuhan che hanno sviluppato forme lievi o moderate di COVID-19, i test PCR hanno rivelato la presenza del virus fino a sei settimane dopo l'insorgenza dei sintomi.

Xiao, A. T., Tong, Y. X., & Zhang, S. (2020). Profile of RT-PCR for SARS-CoV-2: a preliminary study from 56 COVID-19 patients. Clinical Infectious Diseases.

In questo studio condotto a New York, sono stati eseguiti saggi PCR su campioni rinofaringei. Questi hanno rivelato che il genoma del virus SARS-CoV-2 può essere rilevato nei pazienti fino a 28 giorni dopo la scomparsa dei sintomi della malattia (41 giorni dalla loro comparsa).

Wajnberg, A., Mansour, M., Leven, E., Bouvier, N. M., Patel, G., Firpo, A., ... & Houldsworth, J. (2020). Humoral immune response and prolonged PCR positivity in a cohort of 1343 SARS-CoV 2 patients in the New York City region. medRxiv.

Un articolo che studia in dettaglio le dinamiche di replicazione del virus SARS-CoV-2 in diversi tessuti dei pazienti infetti. Tra le altre cose, mette in discussione il rapporto tra la presenza del virus in questi tessuto e la sua infettività, misurata come capacità di infettare le cellule in coltura. Secondo gli autori, mentre i campioni di sputo e del tampone nasofaringeo prelevati durante la prima settimana di sintomi sono altamente infettivi, quelli raccolti almeno 8 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi sono privi di qualsiasi proprietà infettiva. Analogamente, i campioni fecali o di urina, sebbene contengano particelle virali, non sono in grado di infettare le cellule in coltura, indipendentemente dal momento in cui vengono raccolti.

Wölfel, R., Corman, V. M., Guggemos, W., Seilmaier, M., Zange, S., Müller, M. A., ... & Hoelscher, M. (2020). Virological assessment of hospitalized patients with COVID-2019. Nature, 1-5.

Per saperne di più

Per quanto tempo il coronavirus rimane infettivo?

Qual è il test per scoprire se sono infetto da CoV-2-SARS?

Quante persone infette non presentano sintomi?