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Il coronavirus SARS-CoV-2 resiste al freddo e al caldo?

Testo aggiornato al 20-05-2020


Al virus non piace il caldo!

Il coronavirus tollera bene il freddo. In laboratorio, infatti, i ricercatori lo tengono in freezer per diverse settimane. In un frigorifero, a 4°C, dopo due settimane non mostra quasi nessuna diminuzione della virulenza.

D'altra parte, il coronavirus non resiste al calore: a 70°C, il coronavirus SARS-CoV-2 viene inattivato in 5 minuti. Infatti, dopo un passaggio a 65°C (+/-5°C) con un'umidità dell'85% per 30 minuti, seguito da un'asciugatura all'aria aperta per 12 ore, la quantità di particelle virali depositate su una mascherina protettiva FFR diminuisce più di 1000 volte.

Nel caso del coronavirus responsabile della SARS e degli altri coronavirus, l'umidità accelera l'effetto del calore sull'inattivazione del virus.

A temperatura ambiente,la durata del coronavirus varia a seconda della superficie. È quindi probabile che il tasso di inattivazione del virus ad alte temperature dipenda anche dal tipo di superficie su cui si trova il virus.

Attualmente, un possibile metodo di decontaminazione per le mascherine protettive FFR/FFP è il forno convenzionale: si consiglia una temperatura di 70°C (termostato tra 2 e 3) per 30 minuti, in presenza di una grande ciotola d'acqua per aumentare l'umidità. Per le mascherine in tessuto si consiglia il lavaggio ad almeno 60°C. Gli oggetti in plastica si consiglia di pulirli con acqua e detersivo, piuttosto che utilizzare le alte temperature, per non contaminare il forno.


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Fonti

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Un trattamento di 30 minuti a 75°C mantiene le proprietà filtranti delle mascherine N95.

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L'asciugacapelli a 70°C per 30 minuti inattiva il virus dell'influenza, mentre il forno convenzionale a 56°C per 30 minuti lo inattiva solo parzialmente. Attenzione, l'uso dell'asciugacapelli è fortemente sconsigliato, perché il rischio di aerosolizzazione delle particelle virali e quindi di contaminazione è elevato.

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Confronto dell'efficacia delle mascherine N95 in garza chirurgica ("gauze masks") e in non-tessuto ("spunlace masks") dopo la decontaminazione con calore secco (nel cuociriso), calore umido (autoclave), candeggina, isopropanolo o etanolo.

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