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La malattia COVID-19 ha dei fattori genetici?

Testo aggiornato al 2020-04-29


È possibile che fattori genetici possano rendere alcune persone suscettibili o resistenti al coronavirus SARS-CoV-2. Questa è un'ipotesi che è in corso di test da parte dei ricercatori, ma non ancora stata provata.

L'infezione con il coronavirus SARS-CoV-2 ha effetti altamente variabili. Molte persone non sviluppano alcun sintomo, altre sviluppano lievi sintomi simil-influenzali, alcune persone devono essere ricoverate in ospedale per problemi respiratori e meno dell'1% delle persone infette muore. Perché la malattia legata al COVID-19 è così eterogenea? La progressione di una malattia virale dipende non solo dalla patogenicità del virus, ma anche dalla suscettibilità o resistenza dell'organismo infetto. Tra i fattori di rischio per lo sviluppo di una forma grave della malattia, i ricercatori hanno identificato anche fattori genetici. Per altre infezioni virali, sono stati identificati geni che conferiscono resistenza, per esempio all'HIV (nella malattia dell'AIDS), al Norovirus (nella malattia della gastroenterite acuta), o geni che conferiscono una maggiore suscettibilità, come al virus varicella-zoster (quando si manifesta come encefalite) e al virus dell'epatite A (quando si manifesta com epatite virale fulminante). Sono in corso ricerche per identificare i fattori genetici che potrebbero essere associati a casi asintomatici o viceversa gravi di COVID-19, e quindi comprendere meglio il rischio specifico di ogni paziente di sviluppare la malattia.


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